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Che cosa sono le azioni?

Le azioni sono sicuramente tra gli strumenti finanziari più popolari: chiunque ha sentito parlare di quelle di Apple, di Amazon o di Tesla. Ma che cosa sono le azioni? Non tutti lo sanno esattamente, né sarebbero in grado di distinguerle da altri strumenti come le obbligazioni. In questa guida definiamo che cosa sono le azioni, che caratteristiche hanno e come vengono negoziate in Borsa.

Il capitale sociale

Per capire che cosa sono le azioni, dobbiamo introdurre il concetto di capitale sociale. Quando una società nasce, i fondatori le conferiscono le risorse di cui ha bisogno per iniziare la propria attività. Tali risorse prendono il nome di sono definite capitale sociale o capitale di rischio, perché se la società fallisse i fondatori potrebbero perderlo. In altre parole, chi ha versato il capitale di rischio potrebbe, in caso di fallimento, non ricevere un rimborso. Chi conferisce una parte di capitale sociale diventa socio. I soci hanno due vantaggi: hanno diritto ad una parte dei profitti e al voto nell’assemblea dei soci. Quest’ultima è l’organo in cui vengono prese le principali decisioni riguardo l’azienda. Gli utili e il peso del voto a cui ha diritto ciascun socio sono proporzionali a quanto egli ha versato.

Che cosa sono le azioni?

A questo punto possiamo definire che cosa sono le azioni. Il capitale di una società per azioni (S.p.A.) è diviso in un determinato numero n di azioni. Ciascuna azione ha un valore nominale pari al capitale diviso per il numero totale n delle azioni. Un’azione è come una porzione di azienda, e chi ne possiede almeno una è un azionista (socio di una S.p.A.).  Ciascun azionista ha diritto a 1/n dei profitti e a un voto su n per ogni azione in suo possesso. Quindi, gli utili e i voti a cui si ha diritto dipendono da quante azioni, rispetto al totale, si possiedono. Se la società cresce e aumenta i profitti, salirà anche la porzione di utile che spetta a ogni azione. Quest’ultima misura è detta utile per azione, o in inglese earning per share (EPS), ed è pari all’utile totale diviso per le n azioni in circolazione.

I profitti

Per quanto riguarda i profitti, l’azienda può comportarsi in due modi. Una prima scelta può essere quella di trattenerli. In questo modo essa otterrà nuove risorse da investire per crescere senza doverle ottenere dall’esterno. L’alternativa è quella di consegnarne una parte ai soci. La parte di utile per azione distribuita agli azionisti prende il nome di dividendo. La scelta di distribuire o meno i profitti dipende soprattutto dalla fase del ciclo di crescita in cui si trova l’azienda. Una società stabile e matura come Coca-Cola, infatti, probabilmente rilascerà dei dividendi, mentre una giovane e in una fase di forte crescita, come Tesla, sceglierà nella maggior parte dei casi di trattenere i profitti e reinvestirli per crescere.

Come vengono negoziate le azioni

Le azioni originariamente acquistate versando una parte di capitale sociale possono essere vendute. Il prezzo dipende principalmente da quanto l’azienda è cresciuta, e da quanto ci si aspetta che possa continuare a crescere. Se l‘EPS aumenta, gli investitori saranno disposti a pagare un prezzo superiore a quanto versato inizialmente dal socio. Ora che abbiamo spiegato che cosa sono le azioni, bisogna capire in che modo vengono negoziate. Una società di grosse dimensioni (dal valore che va da qualche milione fino agli oltre 2000 miliardi di Apple) può decidere di quotarsi. Ciò significa che una parte delle sue azioni sarà scambiata su uno o più mercati azionari. Milioni di investitori, sia privati sia istituzionali, potranno comprarle e venderle comodamente.

Il mercato azionario

I mercati sono le sedi di negoziazione dei titoli finanziari. Il prezzo di questi dipende da quanto richiedono i venditori e da quanto sono disposti a offrire i compratori. Per quotarsi, le società devono sottostare a particolari vincoli di trasparenza, in modo tale che gli operatori siano informati e possano compiere scelte di investimento consapevoli. Naturalmente, non tutte le società sono quotate. In questi casi le azioni possono essere comunque negoziate, ma gli scambi avverranno privatamente tra l’acquirente e il venditore, sulla base di un prezzo contrattato tra i due, e l’acquirente avrà più difficoltà a reperire tutte le informazioni necessarie per la sua scelta di investimento. Per questi motivi le azioni di società non quotate vengono scambiate con frequenza molto minore, e principalmente tra soggetti dalle grandi disponibilità interessati alla negoziazione di porzioni importanti delle società stesse.

La volatilità delle azioni

Come accennato prima, le azioni sono uno strumento per natura molto volatile. Per via del gran numero di operatori che contrattano sui mercati, i loro prezzi fluttuano in continuazione, a seconda degli utili, delle notizie e soprattutto delle aspettative future.  Di conseguenza varia anche la capitalizzazione, ovvero il valore di mercato dell’intera azienda, che si ottiene moltiplicando il prezzo di una singola azione per il totale delle azioni in cui è suddiviso il capitale sociale. Vediamo un esempio, utile a capire meglio quanto illustrato. 

Nel momento in cui scrivo, Microsoft (MSFT) vale in tutto circa 1600 miliardi di dollari, numero ottenuto moltiplicando il prezzo di 211 dollari per un totale di 1,6 miliardi di azioni, a ciascuna delle quali corrisponde un utile di 5,76 dollari, di cui 2,04 dollari sono stati distribuiti sotto forma di dividendi. Nel 2017 il prezzo di un’azione era di 70 dollari, l’EPS di 3,25 dollari ed il dividendo di 1,59 dollari.

A quali investitori sono adatte?

Dal momento che possono subire variazioni di prezzo consistenti in un periodo di tempo ridotto, questi strumenti sono adatte a investitori con un lungo orizzonte temporale (indicativamente dai 3 o 5 anni in su), oppure a chi vuole sfruttare la volatilità per effettuare trading (operazioni di breve termine in un’ottica speculativa). È fondamentale tenere a mente che, per quanto brusche possano essere le variazioni di prezzo in un arco temporale breve, esse dipendono dalle aspettative dei milioni di operatori sui mercati: un investitore di lungo periodo non dovrebbe preoccuparsene. La società di cui ha comprato le azioni infatti è sempre la stessa, e la sua capacità di produrre utili difficilmente cambia in così poco tempo.

Diverse tipologie di azioni

Ovviamente, nella stragrande maggioranza dei casi ai risparmiatori ciò che interessa è il rendimento delle proprie azioni, determinato dalla variazione di prezzo e dai dividendi, mentre generalmente il diritto di voto non viene preso in considerazione. Per questo motivo, oltre a quelle ordinarie, esistono tipologie di azioni, come le privilegiate e quelle di risparmio, che conferiscono maggiori vantaggi riguardo la distribuzione di dividendi e il rimborso del capitale in caso di scioglimento della società a fronte di una limitazione del diritto di voto, che resta così in capo agli azionisti di maggioranza.

Abbiamo finalmente chiarito che cosa sono le azioni. Come abbiamo visto, anche voi potete acquistare le azioni di una società quotata. Vi basterà aprire un conto presso una banca oppure un broker online, e in pochi clic diventerete azionisti.

ATTENZIONE. QUESTA GUIDA HA UNO SCOPO PURAMENTE INFORMATIVO. FINANCENTRAL E L’AUTORE NON SONO CONSULENTI FINANZIARI E QUANTO DESCRITTO NON RAPPRESENTA IN ALCUN MODO UN CONSIGLIO DI INVESTIMENTO. INVESTIRE RICHIEDE CONOSCENZA E COMPORTA IL RISCHIO DI PERDERE UNA PARTE O TUTTO IL PROPRIO CAPITALE.

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