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Che cosa sono i dividendi

Nel momento in cui si investe in azioni, si pensa automaticamente a come guadagnare. La risposta più ovvia è che si guadagna vendendo le azioni ad un prezzo più alto di quello pagato per acquistarle. La differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto si chiama plusvalenza (o capital gain dall’inglese). Nel caso in cui si vendesse in perdita si parla di minusvalenza. Non tutti sanno però che esiste un altro modo per guadagnare con le azioni: si tratta dei dividendi.

In questa guida parliamo dei dividendi. Vedremo innanzitutto che cosa sono. Poi illustreremo i vantaggi che offrono e i difetti che presentano. Infine ci soffermeremo su quello che dovete valutare prima di comprare azioni da dividendo. Ci teniamo però a sottolineare che questa guida ha solamente uno scopo informativo e non rappresenta un consiglio di investimento.

Che cosa sono i dividendi

Quando una società consegue un profitto, ha due possibilità. La prima è quella di trattenerli. In questo modo potrà reinvestire quello che ha guadagnato per crescere. In alternativa, può distribuire una parte dei propri utili agli azionisti. La parte di utile distribuita agli azionisti prende il nome di dividendo. Perciò, chiunque possieda le azioni della società avrà diritto a ricevere una parte dei profitti sotto forma di dividendo. Più precisamente, la somma distribuita viene divisa per il numero totale delle azioni in circolazione, e a ciascuna azione spetterà la stessa cifra. L’importo totale che ciascun azionista riceverà dipenderà quindi dal numero di azioni in suo possesso.

Facciamo un esempio. Una società guadagna 10 milioni di euro e decide di distribuirne 5. Se la società ha emesso 5 milioni di azioni, il dividendo spettante a ciascuna è pari a 1 euro. Perciò chi possiede una azione riceverà un euro, chi ne possiede cento riceverà cento euro e così via.

 La scelta di distribuire o meno i profitti dipende soprattutto dalla fase del ciclo di crescita in cui si trova l’azienda. Le società più stabili e mature, infatti, probabilmente rilasceranno dei dividendi, mentre quelle più giovani e in forte crescita sceglieranno nella maggior parte dei casi di trattenere i profitti e reinvestirli per crescere.

Guadagnare in Borsa con i dividendi

Un altro modo per guadagnare con le azioni è quindi quello di ricevere dei dividendi. Comprando azioni di società sane, profittevoli e che distribuiscono dividendi è possibile ricevere periodicamente delle somme di denaro per il semplice fatto di possedere tali azioni. I dividendi così ottenuti potranno essere reinvestiti per comprare altre azioni, che pagheranno altri dividendi e così via. In questo modo i dividendi ricevuti cresceranno sempre di più nel tempo. Inoltre, se una società è costantemente profittevole, potrà aumentare l’importo dei dividendi che paga nel tempo: in questo caso possedendone le azioni si riceveranno ogni anno dividendi maggiori. Infine, dividendi e plusvalenze non si escludono a vicenda: è assolutamente possibile comprare azioni e rivenderle dopo qualche anno ad un prezzo più alto, ricevendo nel frattempo dei dividendi.

Ad esempio, una delle società più famose per i dividendi distribuiti è sicuramente Coca-Cola Company (NYSE:KO). Se aveste comprato una azione Coca-Cola a gennaio del 2010 per circa 28 dollari, avreste avuto diritto a ricevere un dividendo di 0,22 dollari ogni 3 mesi. Tenendo la stessa azione fino a dicembre del 2020, non solo avreste potuto venderla a circa 55 dollari, ma avreste ricevuto un dividendo di 0,41 dollari ogni 3 mesi, quasi il doppio rispetto al 2010.

Gli svantaggi dei dividendi

Da quanto detto finora, è chiaro che i dividendi siano un potente strumento per guadagnare con le azioni. Tuttavia, i dividendi presentano anche una serie di aspetti negativi che è necessario prendere in considerazione.

Imposte sui dividendi

Il più grande difetto dei dividendi è che sono soggetti alle imposte. In Italia l’aliquota di imposta sui dividendi è del 26%. Ciò significa che per ogni euro che riceverete, dovrete pagare 26 centesimi di tasse: vi rimarrà un dividendo netto di 74 centesimi. La tassazione può non essere un problema per chi ha un capitale consistente e utilizza la rendita da dividendi per arrotondare il proprio stipendio o integrare la propria pensione. Per chi invece intende costruire un capitale reinvestendo i dividendi ottenuti, le imposte costituiscono un non piccolo ostacolo, dal momento che vanno a ridurre di volta in volta le somme ottenute.

Doppia tassazione dei dividendi esteri

I dividendi staccati da società estere vengono tassati anche nel paese di origine. In questo modo le somme distribuite saranno soggette a due imposizioni fiscali: una nel paese di origine e  poi una italiana del 26% su ciò che residua dopo la tassazione estera.

Immaginiamo di possedere una azione di una società americana che distribuisce un dividendo di un dollaro. Sui dividendi statunitensi la tassazione è del 15%, quindi verranno sottratti 15 centesimi e il dividendo sarà di 85 centesimi. A questo punto sarà necessario pagare l’imposta italiana del 26%, che verrà applicata agli 85 centesimi. Alla fine, per ogni dollaro di dividendi americani, si riceveranno all’incirca 63 centesimi di dollaro netti. Ovviamente l’aliquota di imposta varia da paese a paese: in Svizzera arriva al 35%, mentre in alcuni Stati come il Regno Unito i dividendi non vengono tassati.

Bisogna precisare che anche le plusvalenze sono soggette a una tassazione del 26%, ma l’imposta in questo caso andrà pagata una volta sola e potrà essere compensata dalle eventuali perdite realizzate su altre azioni.

Minore crescita delle società da dividendo

L’altro aspetto negativo dei dividendi è che le società che le distribuiscono si privano di risorse monetarie che potrebbero utilizzare diversamente. Teoricamente infatti un’azienda dovrebbe distribuire denaro ai propri azionisti solo se non fosse in grado di utilizzarlo in un modo migliore, ad esempio per crescere. Quindi generalmente se una società paga un abbondante dividendo è perché ha raggiunto una fase di maturità, e non è in grado di reinvestire in maniera efficiente la propria liquidità. In questo caso non ci si potrà aspettare una crescita significativa degli utili nel tempo, e quindi un grande aumento del prezzo delle azioni. O ancora può darsi che un’azienda paghi grossi dividendi quando non si trova ancora in una fase di maturità, rinunciando a preziose risorse che potrebbero essere utilizzate per crescere o per ridurre i debiti.

Azioni dividend growth

Ovviamente però una società ancora in crescita ma molto profittevole può trattenere la maggior parte dei profitti e distribuirne una piccola porzione per iniziare a remunerare gli azionisti. Un esempio è Microsoft (NASDAQ:MSFT), che distribuisce agli azionisti circa il 35% dei propri utili e reinveste il resto. In questo modo ha costantemente le risorse necessarie per crescere, e questa crescita si riflette nel prezzo delle azioni. Questo tipo di azioni è spesso definito dividend growth.

Investire in azioni da dividendo

Acquistare azioni da dividendo e ricevere periodicamente denaro può essere una valida strategia di investimento. Come abbiamo già detto, in questo modo è possibile reinvestire i dividendi in azioni e ricevere somme sempre maggiori con il passare del tempo. Inoltre, un eventuale aumento del prezzo delle azioni può consentire di realizzare un capital gain. La tassazione sui dividendi, specialmente su quelli esteri, è invece il principale difetto. Vediamo ora alcuni fattori da tenere in considerazione quando si investe in azioni da dividendo.

Fondamentali della società

Come per qualsiasi investimento azionario, è necessario analizzare l’azienda di cui si intende comprare le azioni. In particolare, bisogna controllare lo stato di salute della società, nonché verificare che il prezzo delle azioni non sia eccessivo.

Dividendo percentuale o dividend yield

Il rapporto tra il dividendo annuale e il prezzo delle azioni è definito dividendo percentuale o dividend yield. A parità di investimento iniziale, azioni con un dividend yield maggiore distribuiranno più denaro in un anno. Al momento il dividendo percentuale di Coca-Cola è del 3%, mentre quello di Microsoft è 1%. Investendo 1000 dollari in Coca-Cola si riceveranno 30 dollari l’anno, mentre la stessa cifra investita in azioni Microsoft si riceveranno 10 dollari. A queste cifre bisognerà ovviamente sottrarre le imposte.

Sostenibilità del dividendo

Quando si investe in azioni per ottenere dividendi, è importante verificare che questi siano sostenibili. Generalmente è preferibile scegliere società che generano utili costanti nel tempo e possibilmente in crescita. Bisogna poi capire se un’azienda distribuisce tutte le risorse che guadagna, oppure se ne conserva una parte per crescere o per fronteggiare eventuali periodi di difficoltà. Il payout ratio è la percentuale di utili che l’azienda distribuisce ai propri azionisti. Nel momento in cui scriviamo, Coca-Cola distribuisce un dividendo annuo di 1,64 dollari per azione a fronte di un utile per azione di 1,93 dollari. Il suo payout ratio è dell’85%, dal momento che distribuisce l’85% di quello che guadagna in un anno.

In linea di massima le aziende con un payout ratio alto sono considerate più rischiose. Innanzitutto, se i loro utili non crescono, difficilmente i dividendi aumenteranno nel tempo. Se poi si dovessero trovare in una situazione di temporanea difficoltà sarebbero costrette a tagliare il dividendo, e questo provocherebbe anche un crollo del prezzo delle azioni. Infine, come già sottolineato, distribuendo tutti i propri utili le società non avrebbero più risorse disponibili per crescere e aumentare i propri profitti. A parità di condizioni, quindi, sono da ritenersi preferibili società con un payout ratio contenuto.

Crescita dei dividendi

Strettamente collegata al payout ratio è la crescita dei dividendi. Nel valutare una società sarebbe un errore guardare i dividendi attuali senza considerare il loro potenziale di crescita futuro. Aziende con un payout basso potranno non solo aumentare l’importo dei dividendi aumentando il payout, ma anche aumentare gli utili reinvestendo le risorse trattenute. Va da sé che se gli utili aumentano, a parità di payout, aumenteranno anche i dividendi.

Modalità e tempistiche di distribuzione

Frequenza di distribuzione

Le aziende possono decidere di pagare dividendi una o più volte in un anno. Molte società italiane remunerano gli azionisti una volta all’anno, mentre la maggior parte di quelle americane pagano dividendi quattro volte all’anno, ogni trimestre. Esistono anche aziende che staccano dividendi ogni mese, come l’americana Realty Income (NYSE:O). Chiaramente il dividend yield si calcola sul dividendo annuale, indipendentemente da come venga “spalmato” durante l’anno.

Data ex dividendo

Inoltre, è fondamentale capire quando la società il dividendo. La cosiddetta data ex dividendo indica il giorno in cui si ottiene il diritto a ricevere il dividendo, che solitamente viene pagato successivamente. Per ricevere il denaro, è necessario possedere le azioni nella data ex dividendo, passata la quale si conserva il diritto al dividendo anche vendendo le azioni. La data di stacco dell’ultimo dividendo di Coca Cola del 2020 è stata il 30 novembre, ma la cifra non è stata pagata prima del 15 di dicembre. Se aveste posseduto azioni Coca-Cola all’apertura del mercato il 30 novembre 2020 avreste avuto diritto al dividendo, anche se le aveste vendute prima del 15 dicembre.

Stacco del dividendo e prezzo delle azioni

Infine, ci teniamo a sottolineare che generalmente il giorno dello stacco del dividendo il prezzo delle azioni tende a calare di un ammontare pari al dividendo staccato, per poi risalire gradualmente in seguito. Per questo motivo, acquistare azioni pochi giorni prima della data ex dividendo e rivenderle subito dopo di solito non è una strategia vincente. Non solo la perdita di valore delle azioni compenserebbe il dividendo che ricevereste, ma sul dividendo dovreste anche pagare le imposte, e probabilmente nel complesso perdereste soldi.

Abbiamo visto che cosa sono i dividendi e quali sono i loro pro e contro, nonché i principali elementi da tenere in considerazione per investire in azioni da dividendo. Se siete interessati alla finanza, potere trovare altri articoli nel nostro sito, ci farebbe piacere se vi andasse di dare un’occhiata!

ATTENZIONE. QUESTA GUIDA HA UNO SCOPO PURAMENTE INFORMATIVO. FINANCENTRAL E L’AUTORE NON SONO CONSULENTI FINANZIARI E QUANTO DESCRITTO NON RAPPRESENTA IN ALCUN MODO UN CONSIGLIO DI INVESTIMENTO. INVESTIRE RICHIEDE CONOSCENZA E COMPORTA IL RISCHIO DI PERDERE UNA PARTE O TUTTO IL PROPRIO CAPITALE.

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