0

La finanza e il sistema finanziario per principianti

Nell’immaginario comune, la finanza è vista come una disciplina estremamente complicata, accessibile solamente a chi è dotato di una straordinaria intelligenza e grandi risorse economiche. Niente di più sbagliato: la comprensione di questa materia è assolutamente alla portata di tutti. Per questo abbiamo scritto un’introduzione alla finanza e al sistema finanziario per principianti. Abbiamo cercato di spiegare in maniera semplice i concetti più importanti, necessari per capire che cos’è e a cosa serve la finanza. Seguendo questa guida vi sarà chiaro il ruolo del sistema finanziario e le sue implicazioni nella vita di tutti noi.

Ok, ma innanzitutto che cos’è la finanza?

In un’introduzione alla finanza e al sistema finanziario per principianti, la domanda sorge spontanea. Ebbene, la finanza è una branca dell’economia che si occupa dei processi di investimento e di finanziamento. L’investimento consiste, in termini molto semplificati, nell’impiegare risorse economiche per produrre altre risorse o per ottenere un profitto. Per usare le parole del celebre investitore Benjamin Graham,  “un’operazione di investimento […] promette la sicurezza del capitale investito e un rendimento adeguato”. Un finanziamento invece è sostanzialmente un prestito. Un soggetto riceve denaro in un determinato momento, e sarà tenuto a restituirlo in futuro, eventualmente maggiorata di interessi.

Detto così può sembrare astruso, ma un esempio semplice dovrebbe schiarirvi le idee. Immaginiamo che Pamela voglia aprire una panineria. Pensa di ottenere 15mila euro all’anno a fronte di un costo annuo totale di 10mila euro. Quello di Pamela è un investimento. Impiegando 10mila euro (e il proprio lavoro), pensa di guadagnarne 15mila, ottenendo 5mila di rendimento. Se però Pamela non ha 10mila euro al momento, può prenderli in prestito da Carlo promettendogli di restituirgliene 11mila l’anno successivo. Perciò Carlo avrà svolto un’attività di finanziamento.

Il sistema finanziario

Questo esempio, per quanto semplice, consente già di inquadrare il funzionamento del sistema finanziario. Quest’ultimo ha uno scopo principale molto semplice: trasferire risorse da soggetti in surplus finanziario (cioè che dispongono di più risorse di quelle di cui hanno bisogno) a soggetti in deficit (che necessitano di più risorse di quante non ne abbiano). Ritornando brevemente all’esempio di prima, Pamela si trova in una situazione di deficit, perché non ha i 10000 euro di cui ha bisogno. Carlo è in surplus e trasferisce i soldi di cui non ha bisogno al momento a Pamela.

È quindi facile capire quanto sia importante il sistema finanziario: permette infatti ai soggetti in deficit come Pamela di accedere alle risorse di cui hanno bisogno, e a quelli in surplus di allocare le proprie risorse in maniera efficiente. L’esempio vale per l’apertura di una paninoteca ma anche per quella di un’azienda di grosse dimensioni: nessuno sarebbe in grado di avviare un’azienda automobilistica o un’acciaieria unicamente con le proprie risorse economiche.

Il sistema finanziario è un complesso insieme di elementi molto diversi ma correlati fra loro, e comprende:

  • Strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni e strumenti derivati
  • Mercati finanziari
  • Intermediari finanziari
  • Autorità e regolamenti

Strumenti finanziari

I trasferimenti di denaro e risorse si realizzano attraverso lo scambio dei cosiddetti strumenti finanziari. In questa pagina cercheremo di fornire delle spiegazioni generali, utili a inquadrare in maniera semplice ed intuitiva il funzionamento dei diversi strumenti finanziari. Tra questi, i principali sono i seguenti.

Azioni

Un’azione consiste in una porzione di una società per azioni (S.p.A.). Se un’azienda (o più precisamente il suo capitale) è divisa in un determinato numero n di azioni,  comprare un’azione significa diventare proprietario di una delle n parti dell’azienda. Che cosa significa? Un azionista (colui che possiede azioni), ha due vantaggi: ha diritto a una parte dei profitti dell’azienda e a un voto nell’assemblea, dove si prendono le decisioni principali riguardo l’azienda. Naturalmente, i profitti a cui si ha diritto e il peso del proprio voto dipendono da quante azioni, rispetto al totale, si possiedono.

Torniamo all’esempio di prima. Supponiamo che il capitale della panineria di Pamela valga 20mila euro, e sia diviso in 1000 azioni dal valore di 20€ ciascuna. Anna e Paolo comprano rispettivamente una e 100 azioni, pagando 20 e 2000 euro. Anna possiederà un millesimo della panineria, Paolo un decimo. Questo significa che avranno rispettivamente diritto a un millesimo e un decimo dei profitti prodotti dall’attività, e che il voto di Paolo varrà 100 volte quello di Anna.

Abbiamo scritto un articolo di approfondimento su come funzionano le azioni, lo trovate cliccando qui.

Titoli di debito

I titoli di debito, anche detti obbligazioni o bond, vengono emessi da soggetti in deficit e acquistati da soggetti in surplus. Si tratta sostanzialmente di un prestito. Chi compra l’obbligazione sta di fatto prestando soldi all’emittente. Quest’ultimo sarà tenuto a restituire quanto ricevuto nei modi e nei tempi previsti dal titolo stesso, ed eventualmente a versare somme ulteriori al creditore che prendono il nome di interessi.

I vari bond possono essere molto diversi tra loro. Una prima distinzione è quella che riguarda l’emittente: generalmente si distinguono i bond emessi dalle società e i titoli di Stato. Infatti, succede regolarmente che lo Stato emetta titoli obbligazionari per far fronte ai suoi bisogni. È in questo modo che si forma e aumenta il cosiddetto debito pubblico. I titoli di Stato sono generalmente ritenuti più sicuri dei bond societari, e per questo motivo sono molto diffusi fra i risparmiatori. I vari BtP, Bot e CTZ sono tutti esempi di titoli di Stato italiani. Le obbligazioni possono avere anche scadenze molto diverse fra di loro: possono andare da tre mesi a oltre trent’anni. Infine, si possono fare delle distinzioni sul rimborso dei bond. Alcuni prevedono un unico rimborso a scadenza, altri una serie di pagamenti regolari nel tempo.

Potete trovare una guida alle obbligazioni cliccando qui.

Titoli derivati

Questi strumenti sono detti derivati perché il loro valore dipende da quello di qualcos’altro, detto sottostante. Possono fungere da sottostante gli strumenti più disparati: azioni, obbligazioni, materie prime, tassi di interesse, valute o altro. I derivati più conosciuti sono le opzioni, i futures e gli swap. Data la maggiore complessità tipica di questi titoli, segnaliamo solamente la loro esistenza senza accennare al loro funzionamento.

Mercati finanziari

I mercati finanziari sono i luoghi in cui ogni giorno milioni di operatori scambiano miliardi di strumenti finanziari. Una prima distinzione importante è quella fra mercati primari e secondari.

I mercati primari

Nei mercati primari alcuni soggetti, come per esempio società o Stati, possono emettere nuovi strumenti finanziari per raccogliere liquidità. Generalmente, questi titoli sono acquistati da intermediari finanziari, che svolgono anche un ruolo di consulenza e di aiuto nel collocamento presso gli acquirenti dei titoli stessi.

I mercati secondari e la borsa

Una volta emessi e collocati gli strumenti finanziari, coloro che li hanno comprati potrebbero decidere di venderli. Questo nuovo scambio non avviene più sui mercati primari, bensì su quelli secondari. Le Borse Valori, come Borsa Italiana, il London Stock Exchange e il Nasdaq, non sono altro che mercati secondari regolamentati. Le negoziazioni in Borsa avvengono tra soggetti terzi rispetto a chi ha emesso i titoli. Quest’ultimo infatti ha raccolto la liquidità di cui aveva bisogno e rimarrà estraneo alle compravendite dei titoli stessi. Nella realtà l’emittente è comunque interessato all’andamento degli strumenti emessi per varie ragioni, ma essendo una guida per principianti assumeremo che se ne disinteressi.

I mercati secondari hanno un ruolo importantissimo: funzionano da aggregatori di domanda e offerta di strumenti finanziari. Sia i compratori che i venditori sanno che troveranno facilmente una controparte per i loro scambi. In questo modo non dovranno preoccuparsi di non riuscire a liquidare i propri investimenti. Basti pensare che per vendere azioni per centinaia di migliaia di euro bastano pochi minuti, mentre per una casa dello stesso valore possono essere necessari alcuni mesi. Centinaia di titoli, con diversi gradi di rischio e di rendimento, possono così essere negoziati in modo rapido ed efficiente. Gli investitori possono scambiarli al loro valore di mercato, che risulta a sua volta dagli innumerevoli scambi che avvengono ogni giorno.

Mercati monetari e mercati dei capitali

Un’altra distinzione riguarda i mercati monetari e dei capitali. Sui primi sono emessi e scambiati titoli di debito o altri strumenti finanziari con scadenza breve (non superiore a 12 o al massimo 18 mesi). I mercati monetari servono a gestire la liquidità: gli investitori possono allocare eccedenze temporanee di risorse per ottenere un ritorno economico, mentre istituzioni e imprese possono reperire il capitale per far fronte a temporanee carenze di moneta. Sui mercati dei capitali sono invece emessi e scambiati strumenti di debito (obbligazioni) con scadenza superiore ai 12-18 mesi, e titoli di capitale (azioni). Questi titoli sono soggetti a variazioni di prezzo significativamente maggiori rispetto a quelli con scadenza a breve.

Infine, non bisogna confondere il mercato monetario con quello valutario, detto anche foreign exchange market, forex o FX, su cui vengono scambiate le valute, ossia le monete in circolazione nei vari Stati o sistemi economici.

Intermediari finanziari

Abbiamo detto che il sistema finanziario serve a trasferire risorse da soggetti in surplus a soggetti in deficit. Tuttavia, non è detto che lo scambio di strumenti finanziari avvenga sempre direttamente tra questi due soggetti. Un terzo soggetto, detto intermediario finanziario, può interporsi tra le controparti. L’intermediario finanziario diventerà contemporaneamente debitore di chi presta i fondi (soggetto in surplus) e creditore di chi li prende in prestito (soggetto in deficit). Le banche sono sicuramente la tipologia di intermediario finanziario più conosciuto. Facciamo un semplice esempio. Gianni deposita 1000 euro in banca. Contemporaneamente, la banca concede un mutuo da 200mila euro a Clara per comprare casa. I 200mila euro sono soldi presi in prestito. Comprendono i 1000 euro di Gianni e le somme depositate da altri correntisti. La banca ha ottenuto dei soldi in prestito da Gianni, e gli è debitrice. Allo stesso tempo però è creditrice di Clara.

Ovviamente questo è un esempio ipersemplificato, ma è utile per capire il funzionamento degli intermediari finanziari. Essi svolgono un ruolo fondamentale: rendono il sistema finanziario molto più efficiente. Senza una banca, chi vuole accendere un mutuo dovrebbe trovare da solo qualcuno disposto a prestargli grandi somme di denaro. Un soggetto in surplus, invece, potrebbe non prestare soldi per paura di non riceverli indietro, oppure chiedere interessi più alti che compensino il rischio. Inoltre, chi non dispone di grosse somme non potrebbe investire. Gli intermediari finanziari, quindi, migliorano l’efficienza del sistema e spesso sono la più importante fonte di finanziamento di interi settori dell’economia.

Autorità e regolamenti

Infine, i mercati finanziari sono soggetti ai regolamenti imposti dalle autorità di vigilanza e controllo. Tra queste, ricordiamo Banca di’Italia e CONSOB in Italia, oppure la Security and Exchange Commission (SEC) negli Stati Uniti. La regolamentazione ha lo scopo principale tutelare gli investitori. Gli emittenti di strumenti finanziari devono fornire tutte le informazioni necessarie perché essi possano compiere scelte consapevoli. Inoltre sono previste forme di controllo e vigilanza sugli intermediari finanziari. Bisogna sottolineare che le autorità hanno il compito di garantire la disponibilità di informazioni e l’assenza di frodi. Ovviamente non proteggono gli investitori dalle scelte di investimento sbagliate. In altre parole, se per esempio un investitore compra azioni di una società, e il prezzo di quelle azioni cala, le autorità non saranno tenute ad intervenire e l’investitore andrà in perdita.

Per questa guida è tutto

Speriamo che questa introduzione alla finanza e al sistema finanziario per principianti vi sia stata utile, e che vi abbia interessato. Se volete approfondire, potere trovare altri articoli nel nostro sito, ci farebbe piacere se vi andasse di dare un’occhiata!

ATTENZIONE. QUESTA GUIDA HA UNO SCOPO PURAMENTE INFORMATIVO. FINANCENTRAL E L’AUTORE NON SONO CONSULENTI FINANZIARI E QUANTO DESCRITTO NON RAPPRESENTA IN ALCUN MODO UN CONSIGLIO DI INVESTIMENTO. INVESTIRE RICHIEDE CONOSCENZA E COMPORTA IL RISCHIO DI PERDERE UNA PARTE O TUTTO IL PROPRIO CAPITALE.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *